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Untitled
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Uno scaffale con tanti libri.
( parole, suoni, immagini, colori, silenzi)
da leggere, da ricordare, da sfogliare.
capire le ragioni dell’essere griki,
trovare le radici e l’identità,
conoscere i faticosi percorsi di gente semplice e fiera,
salvaguardare la lingua antica,
difendere le diversità storiche e culturali
Lo Scaffale.
punto di incontro, crocevia di idee, riferimento ideale
per tutte le “voci colorate” della grecìa salentina.
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1
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Glossa. La lingua greca del Salento |
| Domenicano Tondi |
Ed. Manni |
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Domenicano Tondi nacque a Zollino nel 1885 in una famiglia numerosa da genitori contadini che comunicavano esclusivamente in grico e fu l’unico degli otto figli a frequentare gli studi.
Sognava una Grecìa Salentina bilingue: “gioverebbe a mantenere vivo nel popolo l’amore e il rispetto della lingua dei padri, e, porrebbe fine al pregiudizio, stolto ma diffuso, che l’essere bilingui costituisca quasi uno stato d’inferiorità”.
Glossa, era stato scritto per fornire al popolo uno strumento di consultazione, una base per l’apprendimento del griko.
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2
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Grecìa Salentina: un' opportunità di sviluppo attraverso il recupero dell'identità locale |
| Laura Danieli |
Università Luigi Bocconi - Milano - Economia |
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La ricerca analizza in maniera dettagliata la situazione economico-culturale della Greca Salentina, valuta l’impatto di determinate politiche che nel passato, hanno influenzato la sua storia e applicando le teorie economico-sociali che si stanno diffondendo in questi ultimi anni, delinea un possibile percorso di sviluppo che le permetta realmente di raggiungere un adeguato livello di crescita economica e socio-culturale, valorizzando le numerose ed importanti risorse che le appartengono da sempre.
L’obiettivo è dimostrare come un territorio possa crearsi autonomamente il proprio percorso di sviluppo e come determinare e sfruttare, per il proprio interesse, le giuste risorse.
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3
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Vocabolario dei dialetti salentini. Vol. I - II - III |
| Gerard Rohlfs |
Congedo Editore |
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La prima edizione del vocabolario fu pubblicata dall’Accademia bavarese di Scienze e Lettere di Monaco di Baviera negli anni 1956-61.
“le tre parti che messe insieme, formano un importante volume di 1.200 pagine – scrive Carlo Tagliavini in Oggi del 21 settembre 1961 – rappresentano uno dei più ampi, filologicamente più sicuri e meglio redatti vocabolari dialettali italiani.
L’indagine lessicale si è svolta sull’interio territorio delle province di Brindisi Lecce e Taranto….. la trattazione delle singole voci è chiara, ricca di fraseologia…….dal punto di vista del folklore e degli usi e costumi, il vocabolario appare particolarmente prezioso per le ricche spiegazioni e per un ottantina di disegni e schizzi”.
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4
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Canti Grecanici di Corigliano d'Otranto |
| Vito D. Palombo a cura di Salvatore Sicuro |
Congedo Editore |
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Primo volume pubblicato di quei “quaderni” manoscritti che il noto neoellenista di Calmiera aveva riempito nel corso di circa 20 anni di pazienti e faticose ricerche, col proposito, mai realizzato di procedere alla loro pubblicazione.
I canti riportati nel quaderno sono suddivisi, quanto al contenuto, in tre parti; la prima comprende 8 componimenti di argomento religioso, la seconda 40 di argomento prevalentemente amoroso, la terza è costituita da 22 canzoni d’argomento funebre.
Amante della sua terra e della sua gente, Vito D. Palumbo (1854 – 1918) raccolse le testimonianze, in grandissima parte tramandate soltanto oralmente, di una cultura che iniziava allora la sua lenta decadenza.
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5
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Vocabolario Griko - Italiano |
| Mauro Cassoni |
Argo |
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“Padre Mauro Cassoni – scrive Salvatore Sicuro nella prefazione – era un uomo di chiesa che venuto nel salento, ritenne suo dovere imparare la lingua di coloro cui aveva scelto di dedicare la sua vita.
Armato di pazienza, matita e taccuino…….egli maturò l’idea di raccogliere le parole della nostra lingua, le frasi che sentiva pronunciare, i detti, i proverbi e tutto ciò di cui si sostanzia il patrimonio culturale e linguistico grìko per pubblicarlo……..per rendersi utile ai nostri conterranei più umili ai quali lo stato, attraverso la scuola, insegnava a dimenticare, spesso a disprezzare la loro lingua materna, quella lingua che ha le sue radici nella cultura classica greca, matrice della civiltà dell’occidente”.
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