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» Grecìa Salentina: La Pizzica ¬

La danza come la musica rivestono un ruolo fondamentale nelle tradizioni della Grecìa Salentina e di tutta la Terra d’Otranto, sono parte della cultura e della storia del suo popolo.
La PIZZICA, ballo dal ritmo brioso e vivace, che via via cresce fino a diventare frenetico, danza popolare mimata che trascina e coinvolge, è l’espressione più caratteristica.
La base della pizzica è il tamburello salentino, che viene suonato con una tecnica particolare, il suo suono ossessivo, ripetuto all’infinito, avvicina ad una dimensione primitiva, arcaica e lascia molto spazio alla fantasia e all’emotività dei ballerini.
Le sue origini si perdono nel tempo, e richiamano alla memoria gli antichi riti dionisiaci.

La pizzica si distingue in tre tipologie:
LA PIZZICA TARANTATA, LA PIZZICA DE CORE O PIZZICA-PIZZICA, LA PIZZICA SCHERMA O DANZA DELLE SPADE.

LA PIZZICA TARANTATA
Danza terapeutica, ballo curativo contro il mitico morso della “Taranta”, nella grande maggioranza dei casi, ballo tipicamente femminile che evoca il mito del Tarantismo.
Secondo la credenza popolare, il Tarantismo, era una malattia provocata dal morso della taranta, piccolo ragno che si manifestava quasi esclusivamente nei mesi estivi e provocava, in chi veniva morso, uno stato di malessere fisico generale (dolori, sudorazioni, palpitazioni) e soprattutto di malessere interiore.
Musica danza e colori, erano gli elementi fondamentali della terapia.
Soprattutto la musica era un elemento importantissimo, infatti la tarantata (persona morsa dalla taranta, generalmente donna), che giaceva sul letto o al suolo, ascoltandola, cominciava a muovere la testa e le gambe, scivolava sul dorso, quindi batteva i piedi a tempo di musica come per scacciare il ragno, compiva svariati giri e movimenti acrobatici, ballava per ore al ritmo di tamburelli, un violino, un’armonica a bocca, finchè stremata crollava a terra priva di sensi. In seguito, graziata da San Paolo, veniva condotta il 29 giugno, presso la cappella del Santo a Galatina.
Oggi del fenomeno resta un ricchissimo bagaglio culturale, svincolato dal morso del ragno come causa diretta, che attira l’attenzione di esperti e studiosi.

LA PIZZICA DE CORE O PIZZICA-PIZZICA
Quasi un rito per dimenticare le fatiche quotidiane, la pizzica de core è la danza tra un uomo e una donna. Danza di corteggiamento durante la quale i ballerini si avvicinano ma non si toccano mai, danza di sentimenti d’amore, di erotismo e passione.
I ballerini si sfiorano, si guardano, la gestualità evidenzia il desiderio dell’uomo di entrare nelle grazie della donna e la voglia della donna di essere corteggiata, salvo fuggire se l’uomo si avvicina.
Il ritmo dei tamburelli è frenetico, la donna sventola un fazzoletto rosso (la passione) con il quale invita l’uomo a ballare, poi ne invita un altro e un altro ancora a suo piacimento, donando il fazzoletto solo a chi le avrà rapito il cuore.
In questo ballo non ci sono passi fissi da rispettare, si susseguono saltelli e movimenti cadenzati al ritmo ossessivo dei tamburelli, di altri strumenti, e al ritmo dei battiti del cuore.

LA PIZZICA SCHERMA O DANZA DELLE SPADE

Deriva da un antico rito di sfida al coltello tra uomini, che si incontravano durante le fiere e i mercati e che erano abituati a risolvere in modo diretto le discussioni e le liti.
Oggi il duello si è trasformato in una pura azione dimostrativa, in una simulazione mimata dove le dita della mano rappresentano le armi di un tempo.
Il ballo esclusivamente maschile, coinvolge due ballerini che vengono sostituiti, uno alla volta, da quelli che fanno “ronda” (cerchio) e che seguono l’azione.
I danzatori, ballando, cercano di colpirsi a vicenda attraverso ampie movenze delle braccia, tenendo protesi in avanti, il dito indice e medio della mano, attaccano, si difendono, non danno mai la schiena, sono sempre vigili, mantengono le distanze di sicurezza. I movimenti del corpo sono sinuosi e pronti a schivare o ad offendere.
Il ballo è accompagnato dal ritmo dei tamburelli e dall’armonica a bocca, il pubblico in cerchio, accompagna le azioni mimate, cantando e battendo le mani al ritmo cadenzato della musica.

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