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| » Grecìa Salentina : Arte e Territorio ¬
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L’area della Grecia Salentina è ricca di testimonianze che documentano la storia del suo popolo. Rrimasti impressi nel territorio, i segni del tempo e della storia, ci permettono di cogliere gli elementi, che caratterizzano la sua individualità storica e culturale.
Percorriamo, quindi, il territorio alla scoperta di testimonianze e segni del passato, tracce che segnano e definiscono la particolarità della Grecìa Salentina.
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| Dolmen, Menhir, Specchie |
Il Dolmen dal bretone Tal (tavola) e Men (pietra lavorata) è costituito da una lastra orizzontale di pietra (plaka in griko) che poggia su pietrafitte, di solito tre, infisse nel terreno. Di origine arcaica, è il primo esempio di tomba costruita dall’uomo sul territorio salentino.
Il Menhir dal bretone Men (pietra) e Hir (lunga) è una pietrafitta a sezione rettangolare di pietra grezza, infissa nel terreno.Costituita da un unico blocco di pietra, è alta fino a cinque metri, viene attribuita all’età del ferro. Collocata spesso agli incroci di antiche strade ha la faccia più larga rivolta al sole, il che fa pensare ad un monumento religioso.
In epoca romana, è stata utilizzata come segnale stradale, in epoca cristiana su alcuni Menhir sono state incisi delle croci.
La Specchia dal latino specula (segla in griko), di probabile origine messapica, è una collinetta artificiale costituita da pietre di forme diverse, è alta circa dieci metri.
Le specchie avevano una duplice funzione, erano luoghi di culto, tombe di guerrieri ma anche punti di osservazione perché situate su terreni più alti rispetto all’area circostante.
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| Messapi e Romani |
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Nascono i primi villaggi. Il territorio è abitato dai messapi, popolo giunto dai balcani nel VII secolo a.c., prima popolazione documentata dell’area salentina.
Scavi in corso in vari centri, soprattutto a Roca e Soleto, stanno portando alla luce, reperti di inestimabile valore che permettono di conoscere meglio il popolo dei messapi e la sua civiltà.
Ad essi succedettero i romani e tra i segni lasciti da Roma nella Grecìa notiamo la toponomascita, le centuriazioni e le pietre miliari.
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| Insediamenti Rupestri |
Il crollo di Roma porta all’abbandono delle città. Si torna a forme di aggregazione ristrette.
Nasce la civiltà delle grotte e gli insediamenti rupestri caratterizzano vaste aree della puglia, soprattutto in prossimità delle gravine.
Nel salento gli insediamenti rupestri non si trovano in grandi agglomerati ma sono insediamenti isolati e quasi sempre sono ipogei. Al loro interno recano simboli paleocristiani, croci greche e latine, navi saracene.
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| Arte Bizantina - Le Cripte |

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Nelle cripte si sviluppa l’arte pittorica, grazie soprattutto ai monaci brasiliani, rifugiatisi nel Salento in seguito alle lotte iconoclaste.
L’arte bizantina non si esprime soltanto negli insediamenti ipogei ma vengono affrescate cripte e si edificano chiese dedicate a santi di origine orientale.
Nella cripta dedicate alle Sante Marina e Cristina a Carpignano vengono dipinti gli affreschi bizantini ritenuti i più antichi tra quelli esistenti.
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| Costruzioni a secco - Pozzelle - Neviere |
I bizantini organizzano il nostro territorio come provincia dell’impero.
Il paesaggio agrario si trasforma: muretti a secco delimitano le proprietà, costruzioni a secco (furnieddhi) troncopiramidali e troncoconiche che costituiscono la casa dei contadini, si diffondono nella campagna della grecìa Salentina.
Con il tempo tali costruzioni si evolvono e si arricchiscono di scale esterne e nicchie interne. Spesso intorno alle costruzioni viene creato un recinto per gli animali.
In avvallamenti naturali del terreno, una serie di cisterne, le pozzelle, raccolgono e conservano l’acqua piovana filtrata e arricchita da sali, attraverso il drenaggio del terreno.
Le pozzelle risolvono in maniera geniale il problema dell’approvvigionamento idrico.
Le neviere, costruzioni semipogee, consentono di conservare per l’estate, la neve caduta durante l’inverno.
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| Frantoi Ipogei |

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Si diffondono gli oliveti e, con essi, la lavorazione delle olive. Nascono i Frantoi Ipogei, attivi nella Grecìa salentina dal ‘400 al ‘900.
Scavati nella tenera roccia calcarea, i frantoi mantengono l’olio a temperatura costante.
All’interno dei frantoi vivevano i frantoiani in simbiosi con gli animali da soma utilizzati per far girare le macine.
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| Casali chiusi - Castelli - Masserie fortificate |
Il sacco di Otranto del 1480 impose soluzioni nuove nella costruzione della città e nei sistemi di difesa.
Si rafforzano i casali chiusi, cinti di mura, e per opporsi alle nuove armi da fuoco, vengono modificate le difese dei castelli.
Le mura alte lasciano il posto a mura più spesse. Alcuni manieri che hanno perduto la funzione difensiva, diventano residenze nobiliari.
A partire dal 1500, nelle campagne si edificano le masserie fortificate, nuclei autosufficienti dotati di sistemi di difesa passiva ( ponti levatoi esterni e interni, caditoie, scale retrattili, camminamenti sotterranei) per contrastare le scorribande dei pirati che infestano il basso adriatico.
Le masserie sono spesso arricchite da torri colombaie.
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| Conventi - Chiese urbane - Chiese extraurbane |
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Dopo il Concilio di Trento, la Roma dei Papi rafforza la sua presenza sul territorio, con la creazione di una fittissima rete di imponenti Conventi che devono rispecchiare la grandezza di Roma e garantire il controllo del territorio.
Le chiese urbane, quasi tutte di origine bizantina e medioevale, vengono ricostruite e rimaneggiate soprattutto per intervento barocco.
Le chiese extraurbane rappresentano i punti di incontro e socializzazione di piccole comunità rurali come le masserie, inoltre svolgono le funzioni di punti di orientamento e di riparo per i viandanti.
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| Case a corte |
Nei paesi della Grecìa Salentina, l’elemento base dell’edilizia domestica è la casa a corte, che risolve le esigenze abitative di una società povera.
Il tetto è costituito da semplici canne intrecciate sotto la quale del bolo misto a paglia ha funzione di isolante.
In una sola stanza viene ospitato l’intero nucleo familiare.
All’esterno in un cortile (avlì in Griko) recintato, si svolge parte dei lavori domestici, ma nel cortile,si sviluppa e si incrementa anche tutta una trama di rapporti interpersonali.
Il cortile rappresenta, per i paesi della grecìa, un grosso momento di socializzazione, centro di formazione e di scambio, luogo di litigi e amori.
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| Il Barocco |

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Accanto alle costruzioni dei contadini, nascono i palazzi signorili, prima sobri, in stile rinascimentale, poi ricchi e ridondanti in stile barocco.
Tali costruzioni sono favorite dall’utilizzo della duttile pietra locale, la tipica pietra leccese estratta delle cave nei pressi di Melpignano, che si presta ad essere lavorata dalle esperte mani di maestri scalpellini.
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