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| » Zollino Storia : Monumenti e Arte ¬
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| Menhir della Stazione |
Il menhir sorge a pochi metri dalla stazione ferroviaria, nel mezzo di un quadrivio di vie vicinali che conducono a Zollino, Sternatia, Soleto e Corigliano. La colonna, costruita tra il II e il I millennio a.C., ha un aspetto imponente, costituita da un blocco di pietra leccese del luogo ben squadrata e solidamente conficcata nella roccia. Scheggiata verso la sommità, presenta ad una certa altezza un piccolo incavo nel quale in tempi remoti era collocata una lucerna d’olio per comodità, nelle notti senza luna, dei viandanti che transitavano. La sua altezza è di metri 4,27. |
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| Menhir di Sant'Anna |
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Sorge a sud di Zollino, sulla via vicinale che conduce a Martano, poco distante dalla chiesa di Sant’Anna. Il monolite è alto metri 3,10, sulle facce volte a settentrione figurano scolpite delle croci.
Una leggenda zollinese racconta che nei pressi della stele aveva dimora una potente tribù, il cui capo, venuto a morte fu sepolto sul posto con tutti i suoi tesori e che sopra la tomba fu eretto a titolo di onore e a segno indicativo il menhir. |
| Pozzelle |
Situate a ridosso dell’abitato, alla confluenza di antiche importanti strade che conducevano a Sternatia, Martignano, Calimera, Apigliano, Martano e Melpignano, nel mezzo di una semplice depressione del terreno, le Pozzelle (in griko: “ta freata”) sono un interessante sistema di approvvigionamento idrico che garantiva la raccolta delle acque piovane. Sono state utilizzate fino a tempi abbastanza recenti dalla popolazione di Zollino per uso domestico e per dissetare gli animali.
Ogni pozzo aveva un nome: “Lipuneddha”, “Scordari”, “Pila”, “Ascilò”, “Marmaregno”. |
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| Frantoio Ipogeo |

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Il frantoio fu edificato verso la fine del XVII secolo, di modeste dimensioni è rimasto attivo fino al 1940, poi fu abbandonato. E’ stato ristrutturato nel 2000. |
| Colonna Votiva San Pietro |
Nell’omonima piazza si trova la colonna votiva dedicata a S. Pietro, il manufatto risale alla fine del XVII secolo. Il capitello in stile corinzio, su cui poggia la statua del santo, rivela alcune decorazioni tipiche del ‘600.
Sul luogo, in origine, era posta un ”osanna” con una croce in altoche poggiava su un basamento a gradini. L’osanna era stato costruito proprio nella stessa area su cui, in precedenza, sorgeva la chiesa di Santa Sofia già in rovina nei primissimi anni del 1600.
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| Chiesa Matrice S.S. Pietro e Paolo |

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La costruzione originaria risale al Medioevo e proponeva un semplice edificio ad aula con tre altari all’interno, una piccola sacrestia e un piccolo campanile (così la sua descrizione all’inizio del ‘500).
Nel 1608 si cominciò a ricostruire l’edificio, con una nuova tipologia interna più vicina alla croce latina, che terminò nel 1630. La facciata, tuttora esistente, che si può osservare guardando da Via Cavour, costituisce oggi il prospetto laterale della chiesa.
A sinistra del prospetto seicentesco, un epigrafe incisa su una lastra di pietra riporta la seguente frase in latino:”Fermati o viandante (e) ritornato su questi tuoi passi terreni ma dentro è presente (uno che guiderà) i passi dell’anima. 1630.”
L’attuale prospetto principale è del XVIII secolo.
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Sul portale d’ingresso lo stemma lapideo del comune di Zollino eseguito a rilievo nel ‘800.
Su tale prospetto merita particolare considerazione, il fastigio settecentesco in pietra locale, posto al culmine della facciata, raffigurante la Madonna sollevata da un coro di angeli. Un tempo collocato all’interno della chiesa per decorare l’altare maggiore dedicato all’Assunta in cielo.
Il fregio è stato ristrutturato nel 2001.
Sul lato destro una meridiana lapidea del 1700.
All’interno, collocata in alto, nel braccio sinistro del transetto, una tela di autore ignoto eseguita con la tecnica ad olio, nel 1651. Le figure rappresentate dalla complessa pittura, sono distribuite in tre gruppi: in alto la Vergine con il Bambino tra S. Francesco d’Assisi, S. Carlo Borromeo e un coro di angeli. Al centro, S. Pietro in abiti pontificali tra S. Antonio da Padova e S. Domenico. In basso due gruppi di fedeli in processione dietro due sacerdoti divisi da tre scudi araldici e un’ epigrafe.
L’Epigrafe riporta il nome del committente: l’arcidiacono Doroteo Stiso, e la data: 1651.
Una leggenda, molto radicata nel popolo zollinese, racconta che la tela venne commissionata da Doroteo Stiso per espiare un delitto che lui aveva commesso ai danni di un barone della famiglia Comi. |
| Chiesa di Sant'Anna |
La chiesa venne riedificata, per devozione e volontà popolare nella seconda metà del ‘600, come dimostra un’epigrafe, sul portale d’ingresso, che riporta in numeri romani la data: MDCLXXVII (1677) dopo che la precedente chiesa dedicata a S. Anna era stata demolita.
Nella parte centrale del prospetto sopra il portale d’ingresso è ben visibile uno stemma gentilizio appartenente alla famiglia ducale Ghezzi, proprietaria del casale di Zollino ed un cartiglio con epigrafe.
Il progetto è attribuito all’architetto “Francesco Manuli”.
La facciata ha una geometria rettangolare, molto precisa, con poche ornamentazioni.E’ costituita dal portale, con sopraporta, dall’edicola finestrata e da quattro nicchie con i santi. |
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All’interno della sacrestia, incastonato nella parete il “Fonte battesimale” in pietra leccese splendidamente lavorata, eseguito da maestranze locali nel XVII secolo.
Nell’area a destra della chiesa al centro di una piazzetta è collocata la vera di un pozzo che per le decorazionirichiama il fonte battesimale. Si suppone che, non riscontrandosi la presenza di un pozzo nelle vicinanze, le parti in pietra siano state smontate da un altro sito e collocate successivamente “nel ‘700” vicino alla chiesa. |
| Chiesa Madonna di Loreto |
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Chiesetta poco distante dal centro abitato di Zollino situata in una circoscritta area verde, nei pressi della strada statale Martano – Soleto.
La costruzione avvenne tra il 1774 e il 1781.
Presenta all’esterno un aspetto a capanna ribassata, mentre all’interno risulta ad aula con pianta rettangolare e copertura a botte.
La data 1665, che compare su un basamento lapideo sotto la statua della Vergine, fa pensare che la statua sia appartenuta ad un altro edificio religioso, nei pressisorgeva la chiesa di S. Maria Assunta demolita agli inizi del 1600.
Un affresco raffigurante una Madonna con Gesù benedicente rispecchia nel tipo di rappresentazione, i canoni bizantini. |
| Cappella di San Vito |
Oggi affiancata da civili abitazioni che la soffocano quasi completamente, a partire dal 1522 figura nelle sante visite.
La cappella presenta un prospetto a capanna leggermente modificato nella parte centrale nel 1608, quando venne aperta una finestra quadrata al di sopra della porta.
Di fattura seicentesca, la piccola croce in pietra sul prospetto. |
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| Cappella di San Giovanni Battista |

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Costruita nel 1538, venne demolita nel 1608 per utilizzare le pietre ricavate nella costruzione della nuova chiesa madre. Ricostruita poco distante nel 1781. All’interno presenta una volta a botte ed un unico piccolo altare caratterizzato da bracci a croce greca sul piano retrostante. |
| Chiesa di S. Giuseppe da Copertino |
Edificio ottocentesco con facciata in pietra leccese che rispecchia i canoni neoclassici.
All’interno alcune statue in carta pesta di notevole fattura.
Di particolare interesse artistico, la raffigurazione in carta pesta di S. Giuseppe da Copertino eseguita nel 1914 dal leccese Carmelo Bruno, che raffigura il santo in volo vicino a tre confratelli nei pressi di un altare. |

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